«Questo è un momento celebrativo importante e ringrazio le scuole in particolare. Perché il ruolo più grande ce l’avete voi: le persone più preziose, quando si ricorda il passato e si deve imparare dal passato, sono i bambini, sono i nostri figli, sono i giovani, sono quelle persone a cui noi dobbiamo lasciare un mondo di valori pubblici. E questi si imparano vivendo, si imparano dalla storia e si imparano anche attraverso momenti come quello di oggi». Così il presidente della Regione Alberto Cirio ha aperto ieri l’orazione del 25 Aprile con una riflessione e un omaggio ai tanti studenti e giovani che affollavano il teatro Iris di Dronero e hanno contribuito, con canti e letture, alla riuscita della manifestazione.
Il 25 Aprile di Cirio a Dronero, l'appello ai ragazzi e la lezione di Liliana Segre
L’appello ai ragazzi delle scuole
Di fronte a una platea appassionata - in prima fila molti sindaci - Cirio ha ricordato il valore unitario della festa della Liberazione, sottolineando il duplice significato della commemorazione. Da una parte c’è il senso di felicità insito nel concetto stesso di «festa»: «Mi rivolgo ai ragazzi: il 25 Aprile è una festa: bisogna essere gioiosi. La festa, nelle nostre terre, è importante perché segue sempre un momento serio. Si festeggiava la fine di un lavoro: dopo la vendemmia, la raccolta del riso o la costruzione di una casa. La festa è una cosa seria vissuta in modo gioioso. Questa festa ricorda come il nostro Paese ha recuperato la libertà, che è straordinaria, ma spesso fatichiamo a coglierne la portata, ad accorgerci di averla».











