Immediate le reazioni politiche: “Atteggiamento irrispettoso”, attacca Fdi. La replica del Pd: “Le piazze non sono cerimonie blindate, ma luoghi vivi”

Genova – Non sono mancate le polemiche anche in questo 25 aprile a Genova, seppur fortunatamente dalla città medaglia d’oro della Resistenza non sono arrivate le immagini delle tensioni che invece hanno animato i cortei di Milano, Roma e Bologna. Fischi e cori di dissenso hanno accolto il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e il suo discorso in piazza Matteotti al termine del corteo istituzionale. “Senza memoria, non c’è futuro”, ha esordito così, proseguendo a parlare seppur una parte della piazza abbia continuato a fischiarlo, tanto che la sindaca Silvia Salis si è offerta di intervenire in aiuto. “No no, lascia perdere”, ha detto il presidente Bucci, proseguendo il suo intervento senza mai fermarsi e parlando sopra la folla. La contestazione si è affievolita quanto ha ricordato come la Liguria abbia dato “un contributo straordinario alla lotta, fra le figure della resistenza che voglio ricordare assieme a tante altre c'è Aldo Gastaldi, il partigiano Bisagno, un uomo che seppe incarnare in modo esemplare il senso più profondo della Resistenza, ovvero disciplina, rispetto, responsabilità, amore per il prossimo e amore per l'Italia, la sua testimonianza ci parla ancora oggi ricordandoci che la libertà non è un diritto acquisito, ma rappresenta un dovere da portare avanti”. E poi ha concluso al microfono con: “viva l’Italia, viva la libertà, viva la Liguria”.