Jean Claude Ellena è il creatore di alcuni dei profumi più famosi al mondo: è stato per lungo tempo il naso di Hermès, ma ha lavorato anche per Frederic Malle, Van Cleef & Arpels, Bulgari, Cartier, Laboratorio Olfattivo e molti altri. 79 anni, nato a Grasse, è uno degli ospiti più prestigiosi di Diffusioni Olfattive, la tre giorni che a Torino fa il punto sullo stato dell’arte della profumeria di nicchia in Italia.

Domenica 26 aprile, Ellena parlerà di intelligenza artificiale e profumo. Il titolo del suo intervento è L’AI e il profumo tra fede e ragione, e basterebbe già questo per capire che la questione non è solo tecnica. Perché, quando entra in un laboratorio dove nasce qualcosa, l’intelligenza artificiale non porta solo nuovi strumenti, ma pure una domanda fondamentale: che cosa vuol dire creare?

“Per me la creazione è legata all’oblio. E l’oblio è tipico dell’essere umano, non della macchina”, risponde. “È proprio perché si dimentica che si può progredire. Se dimentico una certa formula, devo trovarne un’altra. Certo, alla mia età ho accumulato una discreta esperienza, ma questo non deve essere una spinta a ripetere soluzioni già usate; piuttosto deve portarmi ogni volta a cercare una strada nuova”. Intanto, Ellena è tra i fondatori dell’Osmothèque, un archivio internazionale degli odori con sede a Versailles.