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Ultimo aggiornamento: 8:30
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Quindici anni fa, al Salone dell’auto di Pechino, i costruttori stranieri entravano da protagonisti. Oggi, spesso, sembrano comprimari. Non perché la Cina abbia chiuso la porta. Al contrario: l’ha spalancata per imparare. Al punto di giocare, adesso, in casa con una sicurezza che l’industria occidentale fatica a decodificare.














