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Perché lo diciamo? Perché ieri abbiamo letto le nuove indicazioni per i licei del ministero dell'Istruzione, tra cui quella che vuole rinviare lo studio del romanzo di Manzoni dal biennio alla quarta superiore
Secondo noi, che li abbiamo letti alle medie, con noia, e poi pochi anni fa, con gioia, non sono i Promessi sposi a essere vecchi, noiosi o incomprensibili. Sono le polemiche sui Promessi sposi a esserlo: durano da una vita, sempre uguali. Quando nel 1988 era ministro dell'Istruzione Giovanni Galloni, notabile Dc, una commissione di esperti (tra i quali Tullio De Mauro) propose di estromettere il romanzo dai programmi scolastici. Molto divertente fu il titolo della Stampa: «La scuola divorzia dai Promessi sposi».
Perché lo diciamo? Perché ieri abbiamo letto le nuove indicazioni per i licei del ministero dell'Istruzione, tra cui quella che vuole rinviare lo studio del romanzo di Manzoni dal biennio alla quarta superiore per inserirlo nel giusto contesto storico (Ottocento e Romanticismo) e consentirne una lettura più matura. In un Paese di don Abbondio - e di Azzeccagarbugli...- una decisione coraggiosa. Seguiranno polemiche.









