Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

In una scuola dell’Emilia-Romagna alcuni genitori hanno scritto una lettera anonima chiedendo verifiche: “Non vanno a scuola per essere indottrinati”

Una lettera aperta di un gruppo di genitori apre il caso della propaganda in una scuola dell’Emilia-Romagna, per la precisione a Guastalla, dove viene segnalata la presenza di un’insegnante che, durante le sue lezioni, si lascerebbe andare a commenti politici con gli studenti. La lettera aperta, anonima “per timore di possibili ripercussioni sui nostri figli a scuola”, è stata pubblicata da Il Resto del Carlino e riferisce che gli studenti sarebbero esposti a dichiarazioni ideologiche senza riscontro che durante le lezioni verrebbero presentate come “verità assolute”.

Queste dichiarazioni sarebbero inerenti alla politica e secondo i genitori sarebbe “assolutamente grave il tentativo di inculcare nei ragazzi l’idea che il centrodestra tolga diritti e conduca il Paese verso un peggioramento economico”. L’inopportunità di quanto accadrebbe all’interno della classe, che dev’essere ancora verificato dal dirigente scolastico, risiede in quello che viene considerato un momento di propaganda durante la lezione. Tutto questo viene considerato “un comportamento per noi incompatibile con il ruolo educativo della scuola e con la funzione formativa che dovrebbe avere un docente”, si legge ancora. I figli, sottolineano i genitori, “non vanno a scuola per essere indottrinati, ma per imparare, sviluppare senso critico e acquisire conoscenze. La scuola deve insegnare a pensare, non dire cosa pensare”. Sarebbero stati coinvolti nelle lezioni Giorgia Meloni e Donald Trump, secondo quanto segnalato.