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Dal 2026 la rivoluzione del ministro: "È un ritorno al futuro per ridare importanza alle nostre radici"
Il prossimo sarà l'ultimo anno scolastico in cui si seguiranno «i vecchi programmi». Da settembre 2026 arriva la riforma Valditara: latino dalla seconda media, storia dell'Occidente, poesie a memoria, matematica pratica, tecnologia «critica».
Le nuove indicazioni nazionali aspettano il parere definitivo (ma non vincolante) del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e del Consiglio di Stato. Poi si comincerà. Nei prossimi mesi gli insegnanti imposteranno il nuovo modus operandi e aggiorneranno i programmi scolastici. E gli editori stamperanno i nuovi libri di testo. «Quella in arrivo è una rivoluzione culturale che ripristina alcuni punti fermi e innova sotto altri punti di vista - spiega il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara -. È un Back to the future della scuola. Vogliamo ridare importanza alle nostre radici per avere ben chiaro dove andare. Dobbiamo valorizzare la storia e l'identità occidentale, altrimenti rischiamo di diventare una società sempre più fluida che perde la capacità di integrare chi arriva da noi. È importante avere e offrire dei valori di riferimento».






