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Ultimo aggiornamento: 17:15

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L’abbozzo delle nuove indicazioni nazionali scolastiche, benché in attesa di formalizzazione, prefigura orientamenti e destinazioni malcerte per il nostro Paese. L’apologia delle nostre radici, dello studio della lingua quale patrimonio da tutelare e della civiltà occidentale quale snodo principale della storia in realtà tradisce la propria fallacia di vuota propaganda: quel che balza all’occhio per esempio in area umanistica è la contrazione notevole dello studio della Commedia di Dante, da tre a due anni, la consigliata sostituzione del capolavoro manzoniano de I Promessi Sposi nel secondo anno con letture alternative, e la prescrizione a dare maggiore attenzione alla lettura dei testi, adombrando poetica degli autori e correnti letterarie. Insomma due capisaldi della letteratura mondiale, di cui noi avremmo, per così dire, il monopolio conoscono per la prima volta brusco ridimensionamento: e menomale che la nostra cultura dalle parti di viale Trastevere vanta sicura preminenza!