Il documento definitivo conferma l'idea di scuola del ministero, fondata su merito, radici occidentali e innovazione. Si attende ora il parere del Consiglio superiore della pubblica istruzione

Dante resta. Manzoni e Marx anche. Ma ridurre le nuove Indicazioni nazionali per i licei alla permanenza dei Promessi sposi o della Divina Commedia significherebbe perdere di vista il quadro complessivo. La bozza definitiva delle nuove Indicazioni nazionali, che il ministero dell’Istruzione e del Merito si appresta a inviare oggi al Consiglio superiore della pubblica istruzione per il parere consultivo, non si limita infatti a intervenire sui programmi scolastici. Il documento propone una vera e propria ridefinizione dell’identità culturale del liceo, fondata su alcuni pilastri che attraversano tutte le discipline. Dal recupero delle radici culturali dell’Occidente a una profonda revisione dell’insegnamento delle materie scientifiche, fino all’ingresso dell’intelligenza artificiale nella didattica.

La centralità dell’Occidente

Il primo elemento che emerge dal documento è la scelta di riportare al centro quella che viene definita l’eredità culturale dell’Occidente. Secondo il testo ministeriale, la scuola deve offrire agli studenti strumenti per orientarsi nel presente attraverso la conoscenza delle radici storiche e culturali europee. Per questo motivo, le nuove Indicazioni rivendicano esplicitamente la centralità della storia occidentale, della tradizione classica e della cultura europea come riferimento privilegiato del percorso formativo.