I Promessi Sposi rimangono in seconda superiore e il viaggio del sommo poeta si concluderà regolarmente al quinto. Davanti al coro di proteste di prof e famiglie, crolla l'ipotesi di sforbiciare i capolavori dei mostri sacri della cultura
Giù le mani da Dante e Manzoni. I due grandi pilastri della cultura italiana resteranno al centro dei programmi scolastici. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, è tornato sui suoi passi, facendo una clamorosa marcia indietro sull’ipotesi di ridimensionarne il ruolo. La controversa proposta è stata accantonata e i due autori continueranno a occupare il posto che da sempre hanno nella formazione degli studenti italiani. Le nuove linee guida per i licei cambiano rotta prima ancora di nascere, blindando la memoria storica e la tradizione letteraria.
Programmi scolastici: il dietrofront che blinda Dante e Manzoni
A far scoppiare il caos erano state le idee di comprimere i cento canti danteschi in due soli anni anziché tre, con il rischio di sacrificare il Paradiso proprio nell’anno cruciale dell’esame di Maturità, e di far slittare l’incontro con Renzo e Lucia più avanti negli anni. Idee che avevano convinto tutti che si stesse tentando di sminuire la formazione classica dei ragazzi. Il dietrofront del ministro ha azzerato i piani dei tecnici: gli studenti incontreranno Manzoni in seconda superiore e il Paradiso di Dante in quinta superiore, restando la Divina Commedia uno dei pilastri della maturità.










