Milano, 25 apr. (askanews) – La Valtellina (Sondrio) affida a cinque ecomusei il racconto della propria identità alpina, attraverso percorsi che collegano paesaggi, comunità, mestieri, architetture rurali e memorie della vita di montagna. Le realtà attive nella provincia di Sondrio propongono un modello di museo diffuso, senza un unico spazio espositivo e con itinerari che attraversano borghi, sentieri, alpeggi, edifici storici, luoghi di lavoro e testimonianze della cultura materiale. In questo contesto il viaggio assume la forma della “whycation”, una modalità di visita orientata alla conoscenza dei territori e delle persone che li abitano.
L’Ecomuseo della Valle Spluga si sviluppa nella valle più occidentale della provincia di Sondrio, conosciuta anche come Valle San Giacomo. Il territorio va da Chiavenna al Passo dello Spluga e rappresenta da secoli una via di collegamento tra Italia e Svizzera. Già frequentata in epoca romana e consolidata nel Medioevo come asse commerciale, la valle conserva una forte identità legata al transito, agli scambi e alla vita alpina. Dell’ecomuseo fanno parte Campodolcino, Madesimo e San Giacomo Filippo. La rete comprende una quindicina di itinerari tematici, con allestimenti etnografici, architetture rurali e percorsi legati alla Via Spluga. Tra gli elementi più riconoscibili figurano i carden, antiche costruzioni in legno spesso rialzate su pali o basamenti in pietra, usate per conservare fieno, cereali e altri prodotti destinati all’inverno, proteggendoli dall’umidità e dagli animali. Sono strutture funzionali, ma anche testimonianze dell’adattamento delle comunità alpine all’ambiente montano.






