Milano, 14 giu. (askanews) – La Valtellina (Sondrio) racconta il proprio territorio attraverso una rete di musei che tiene insieme scienze naturali, archeologia, arte, cultura materiale, produzioni locali e memoria sociale. Non è un percorso unico, ma una mappa di luoghi diversi per contenuti e linguaggi, costruita attorno a collezioni, dimore storiche, archivi, oggetti di lavoro e testimonianze della vita quotidiana alpina.

Il primo asse è quello naturalistico. A Morbegno, il Museo Civico di Storia Naturale, ospitato nel settecentesco Palazzo Gualteroni, conserva collezioni zoologiche con mammiferi e uccelli alpini tassidermizzati, sezioni di entomologia dedicate agli insetti autoctoni e raccolte geologiche e paleontologiche. A Bormio, il Museo Mineralogico e Naturalistico documenta flora e fauna del Parco Nazionale dello Stelvio attraverso diorami, minerali alpini, quarzi, granati, fluoriti, rocce del gruppo Ortles-Cevedale e pannelli sulla formazione geologica. A San Martino, frazione di Val Masino, il Museo vallivo “La scoperta della Val Masino” collega storia alpinistica, natura e minerali, con installazioni dedicate a fauna, leggende e paesaggi della valle.

La lettura del paesaggio passa anche dalle rocce e dalle tracce più antiche. A Sondrio, il Museo dei Minerali di Valtellina e Valchiavenna, MuMiVV, raccoglie minerali locali, tra cui campioni di demantoide, un granato verde intenso, insieme con strumenti per lo studio della mineralogia. A Chiavenna, il Museo Archeologico della Valchiavenna affronta il territorio attraverso incisioni rupestri, vie storiche e attività estrattive, con ricostruzioni pensate anche per il pubblico più giovane. Il patrimonio artistico trova uno dei suoi riferimenti nel MVSA di Sondrio, il Museo Valtellinese di Storia e Arte. Le raccolte attraversano l’età preistorica e romana, il Rinascimento e il Novecento, con dipinti, sculture lignee policrome, arredi e manufatti di arti decorative che restituiscono la stratificazione culturale della valle.