Milano, 24 apr. (askanews) – Il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria ha approvato il regolamento che disciplina l’utilizzo della Denominazione “Primitivo di Manduria” Doc e Docg nei prodotti composti, elaborati o trasformati che contengono il vino come ingrediente. Il via libera è arrivato il 23 aprile nel corso dell’Assemblea ordinaria dei soci, che ha approvato all’unanimità anche il rendiconto economico-finanziario 2025, la relazione sulle attività svolte e il bilancio preventivo 2026.
La decisione segna un passaggio rilevante per il Consorzio, che introduce un quadro preciso di regole per l’impiego del nome “Primitivo di Manduria” al di fuori del vino imbottigliato. L’obiettivo è duplice: da una parte rafforzare la tutela della Denominazione, dall’altra rendere più chiara l’informazione per il consumatore, evitando utilizzi impropri o ambigui del nome.
Il regolamento stabilisce che nessuna azienda potrà usare liberamente la Denominazione nei prodotti trasformati. Per farlo sarà necessario rispettare criteri specifici e ottenere una formale autorizzazione da parte del Consorzio. Il principio centrale è che il vino dovrà avere un peso reale nel prodotto finale e non una presenza marginale usata soltanto come richiamo commerciale. In etichetta dovrà essere indicata con chiarezza anche la percentuale effettiva di Primitivo di Manduria presente nel prodotto.






