Milano, 16 set. (askanews) – Si è chiusa nel miglior modo possibile la vendemmia del Primitivo di Manduria, con uve sane e un aumento produttivo del 10% rispetto al 2024. Nella zona di produzione che interessa 18 Comuni tra Taranto e Brindisi, la maturazione è stata favorita da temperature stabili, caldo costante, scarse piogge e buona ventilazione.

Il settore vitivinicolo nazionale vive però una fase delicata: alle prospettive favorevoli della raccolta si contrappongono consumi in calo e giacenze ancora significative. Una combinazione che rischia di comprimere i prezzi e frenare gli investimenti. Per il Primitivo di Manduria emergono segnali di tenuta: al 31 luglio 2025 le giacenze risultano ridotte del 10% e l’imbottigliato del primo semestre è cresciuto del 7% sul 2024.

“Serve rapidità e coordinamento nelle misure di sostegno” dichiara la presidente del Consorzio, Novella Pastorelli, indicando tra le priorità “la distillazione di emergenza, il rafforzamento dei fondi per l’internazionalizzazione, agevolazioni fiscali per la sostenibilità, moratorie su mutui e prestiti e il sostegno all’enoturismo come leva strategica”.

Il Consorzio, insieme con le organizzazioni agricole, ha ottenuto la riduzione delle rese per l’Igp Puglia, Salento e altri uvaggi e la sospensione delle nuove iscrizioni allo schedario viticolo per la Doc “Primitivo di Manduria” e la Docg “Primitivo di Manduria dolce naturale” dal 2025 al 2030. Una scelta che, spiega Pastorelli, “punta a mantenere equilibrio tra domanda e offerta e a salvaguardare qualità e sostenibilità economica”.