Milano, 15 ott. (askanews) – Si è chiusa con un anticipo record la vendemmia 2025 nell’area del Lambrusco, tra Modena e Reggio Emilia. L’annata, segnata da un’anticipazione di quasi due settimane rispetto alla media, ha portato a un risultato di qualità eccellente ma con una contrazione significativa delle rese. Secondo i dati del Consorzio Tutela Lambrusco, il calo complessivo delle uve raccolte è pari al 17% rispetto al 2024, percentuale che si riduce al 12% considerando solo le varietà Lambrusco.

La raccolta, iniziata già a fine agosto nelle zone più calde e completata nella prima parte di ottobre, ha confermato la tendenza delle ultime campagne, con un andamento climatico sempre più variabile e con forti ripercussioni sul calendario vendemmiale.

“L’andamento climatico particolare dei primi mesi dell’anno ha determinato una maturazione precoce delle uve” commenta Claudio Biondi, presidente del Consorzio Tutela Lambrusco, aggiungendo che “inoltre, le forti escursioni termiche registrate sia nel periodo primaverile che nelle settimane precedenti la vendemmia hanno portato ad una forte concentrazione degli aromi, che risultano quest’anno particolarmente spiccati con uve di qualità ottima. A livello di quantitativi, registriamo un calo medio di circa il 12%, con percentuali diverse a seconda della specifica varietà. Per varietà come il Lambrusco Grasparossa e il Lambrusco di Sorbara – conclude – la contrazione dei volumi è decisamente più marcata”.