LEGNARO - Uve in ottime condizioni e situazione sanitaria sotto controllo: la vendemmia 2025 in Veneto si prospetta tra le migliori degli ultimi anni con centomila tonnellate di uva in più e anche per il Friuli-Venezia Giulia le attese sono più che buone + 10% le rese previste), qualche preoccupazione per il tema dei dazi.

Questo è quanto emerso dal secondo incontro della 51° edizione del Trittico Vitivinicolo Veneto, tenutosi ieri con la partecipazione dell’assessore regionale all’Agricoltura Federico Caner, del direttore di Veneto Agricoltura Nicola Dell’Acqua e del direttore del Crea di Conegliano Riccardo Velasco. L’evento ha fornito i dati previsionali del Veneto che lasciano ben sperare: rispetto al 2024, quando sono stati prodotti 1.374.400 di tonnellate d’uva, sono attese circa 100.000 tonnellate in più.

Nel 2025, infatti, i danni provocati dalla peronospora sono stati molto più contenuti, mentre le perdite causate dalla grandine si sono pressoché equivalse a quelle del 2024. Inoltre, il meteo estivo non ha inciso negativamente: seppure il 2025 sia stato tra le annate più calde degli ultimi settant’anni e le ondate di calore di giugno ed agosto si siano rivelate particolarmente durature ed intense, un luglio dagli impulsi freschi e da precipitazioni record (è stato il secondo più piovoso in Veneto dopo il 2014) ha riequilibrato la situazione.