La "Forza Blu" raduna una folla e incita ad assaltare gli edifici delle istituzioni politiche. La "Forza Rossa" risponde impiegando "metodi di combattimento intelligenti senza equipaggio" per condurre "operazioni di mantenimento della stabilità e controllo". Siamo a "Nuova Città", il nome immaginario con cui ci si riferisce apertamente a Taipei, in un nuovo studio guidato da un team di esperti dell'Università di Ingegneria della Polizia Armata del Popolo della Cina. Lo scenario è ambientato in una ipotetica Taiwan post-riunificazione, finita sotto l'autorità di una Pechino impegnata a imporre il suo controllo politico diretto.
Ebbene, il modo in cui gli ingegneri del corpo di polizia armata cinese immaginano di farlo è attraverso l'utilizzo esclusivo di mezzi meccanizzati. Mentre i manifestanti si organizzano per l'assedio, improvvisamente veicoli corazzati senza pilota formano blocchi stradali. Le unità di guerra cognitiva trasmettono messaggi, bloccando internet e le comunicazioni. Dall'alto, droni automatizzati identificano i principali istigatori della rivolta. A terra, cani robot catturano i leader della protesta.
L'obiettivo della simulazione condotta nella ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica cinese peer-reviewed Command Control & Simulation, è proprio questo: gestire i disordini urbani attraverso macchine autonome invece che poliziotti umani. Il sistema proposto dallo studio prevede un ciclo di comando basato sull'intelligenza artificiale, in cui i supervisori umani restano fuori dal campo operativo, limitandosi a stabilire limiti etici invece di impartire comandi tattici.







