Un tempo erano soldati scalzi, armati di fucili arrugginiti e divise sdrucite, chiamati a combattere guerre di logoramento in villaggi sperduti e campagne di fango. L’Esercito Popolare di Liberazione, nato tra le marce forzate e le privazioni della guerra civile, era l’immagine di una Cina povera e fragile, che affidava la sua sopravvivenza più alla tenacia dei contadini che all’acciaio delle armi. Ora, la Cina mostra al mondo un volto completamente diverso durante la mega parata militare di mercoledì 3 settembre, con cui Pechino celebra l'ottantesimo anniversario della resa del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale.

Al fianco delle famiglie dei veterani di quella che il Partito comunista chiama "guerra di resistenza contro l'aggressione giapponese", in piazza Tian'anmen non sfila più un esercito di uomini affamati, ma una macchina militare proiettata verso il futuro, specchio della trasformazione geopolitica di un Paese che ha ambizione di potenza globale. Da sottolineare una cosa fondamentale: normalmente, nelle parate militari cinesi tutto quanto sfila è uscito dalla fase di ricerca e sviluppo ed è dunque già pronto ad arricchire la dotazione dell'esercito. La lista delle innovazioni offre dunque indizi decisivi sullo stato di avanzamento e ammodernamento delle forze armate di Pechino.