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La Cina ha sviluppato armi autonome ispirate al comportamento animale per dominare la guerra del futuro con sciami di droni e robot coordinati dall’Ia
La nuova frontiera delle armi cinesi non nasce solo nei laboratori di informatica o nei poligoni militari, ma osservando la natura. Falchi, colombe, coyote, formiche e perfino balene diventano modelli da imitare per addestrare sistemi d’arma controllati dall’intelligenza artificiale. Il principio è semplice quanto ambizioso: replicare i comportamenti collettivi e predatori degli animali per rendere più efficaci sciami di droni e robot autonomi sul campo di battaglia. Un esempio? In una simulazione sviluppata all’Università Beihang di Pechino, istituto legato all’Esercito Popolare di Liberazione (PLA), i ricercatori hanno addestrato droni difensivi a colpire i bersagli più vulnerabili come fanno i falchi, mentre quelli d’attacco imparavano a manovrare e schivare le minacce imitando le colombe. Il risultato è stato netto: in uno scontro cinque contro cinque, i “falchi” hanno distrutto tutti i “bersagli” in poco più di cinque secondi. Questo tipo di ricerca ha già prodotto brevetti e fa parte di uno sforzo molto più ampio per trasformare lo sciame – non il singolo mezzo – nell’unità base del combattimento futuro...






