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La Cina punta su mini portaerei per dron per affiancare o sostituire le tradizionali portaerei e rafforzare la propria strategia navale con tattiche basate su Uav e attacchi a distanza
Affiancare le nuove mini portaerei per droni, economiche e flessibili, alle ben più costose tradizionali portaerei con jet e caccia. È questa la strategia che starebbe portando avanti la Cina nel tentativo di rafforzare il proprio apparato militare e di ottenere importanti vantaggi nella guerra navale. I riflettori di Pechino sarebbero infatti puntati sui velivoli senza pilota (UAV), considerati perfetti per poter essere utilizzati in massa, a limite anche a costo di sacrificarli, colpire gli avversari e al contempo limitare le spese del governo. Non è un caso che il Dragone abbia iniziato i test in mare del suo elicottero senza equipaggio AR-500CJ a bordo di una nave soprannominata da alcuni esperti mini porta droni, dimostrando la volontà di puntare fortemente su droni di vario tipo.






