Il sole del Mediterraneo attende i leader Ue a Cipro per il primo vertice informale mai ospitato sull'isola. Ma per il presidente Nikos Christodoulides non sono solo onori. A creare più di un grattacapo al governo di Nicosia è infatti la protesta degli allevatori locali, da settimane sulle barricate dopo che, a causa di un grave virus, la produzione del formaggio simbolo di Cipro, l'halloumi, potrebbe essere a forte rischio. Il caso, tuttavia, non è solo sanitario e agroalimentare ma anche politico-diplomatico e getta le radici nella divisione dell'isola tra la parte greca e quella turca. Le regole Ue, infatti, impongono agli allevatori di abbattere un'intera mandria di bovini o ovini, anche se una sola unità è colpita da afta epizootica.

Ma i ciprioti chiedono che anche i pastori di Cipro Nord lo facciano, sebbene in questa parte dell'isola le misure comunitarie non trovino applicazione. Stanchi di quello che reputano un odioso doppio standard, i lavoratori del settore sono scesi in piazza nel giorno del vertice informale. La manifestazione è stata organizzata a Larnaca, a due passi dalla località balneare di Agia Napa, che ospiterà la cena dei leader. Le sigle del comparto agroalimentare cipriota si sono radunate a partire dalla mattina alla rotatoria di Rizoelia. «Non siamo ignoranti: esistono protocolli dell'Ue che salvano i nostri animali, purché voi lo vogliate», «State uccidendo il futuro della nostra zootecnia», sono stati alcuni degli slogan urlati dai manifestanti, secondo quanto si legge sul Cyprus Mail.