È uno di quei classici libri che vengono fatti leggere a scuola, forse anche troppo precocemente, ma di cui spesso si sottovaluta la profondità: La fattoria degli animali, uscito nel 1945, è uno dei capolavori firmati da George Orwell, lo stesso autore di 1984, e similmente all'altra sua grande opera è una tagliente allegoria contro il totalitarismo. Nel romanzo distopico gli animali di una fattoria si ribellano al controllo umano, salvo ritrovarsi in un sistema in cui alcuni di loro, i maiali, instaurano un regime solo apparentemente equanime ma in realtà oppressivo tanto quanto il precedente: “Tutti gli animali sono uguali ma alcuni sono più uguali di altri” è il motto paradossale che riassume il tutto. Quella che in origine era una distillatissima critica allo stalinismo e alle illusioni del regime sovietico nel corso del tempo ha avuto diverse interpretazioni, adattamenti e trasposizioni, allontanandosi più o meno largamente dal suo significato originario.L'ultimo in ordine di tempo è un ambizioso adattamento animato firmato da Andy Serkis, attore e regista noto per Il Signore degli anelli, Il Pianeta delle scimmie e altri cult fantasy, e scritto da Nicholas Stoller (Forgetting Sarah Marshall, Cattivi vicini, Bros). Il film, che uscirà nelle sale americane il 1° maggio, vanta anche un cast di doppiatori d'eccellenza, da Glenn Close a Kieran Culkin, passando per Gaten Matarazzo di Stranger Things, Jim Parsons di Big Bang Theory e ancora Steve Buscemi, Woody Harrelson, Laverne Cox, Seth Rogen e Kathleen Turner. Si tratta del terzo adattamento sullo schermo, dopo un primo film animato del 1954 (finanziato e controllato addirittura dalla Cia, per fornire una propaganda anti-sovietica) e un bizzarro live-action del 1999.Questo nuovo Animal Farm sembra a sua volta una riscrittura abbastanza forte del romanzo di Orwell, trasformato qui una adventure comedy ma anche in una storia di formazione, di cui è protagonista un maialino di nome Lucky - doppiato da Matarazzo - che deve affrontare diverse peripezie (e cambi di regime) per andare incontro al proprio destino di libertà, e l'introduzione del personaggio umano di Glemn Close, molto vicino alla sua Crudelia De Mon. Non tutti negli Stati Uniti sono convinti dell'efficacia di questa trasposizione: l'Hollywood Reporter, per esempio, sottolinea l'assoluta futilità di alcune fart jokes, soprattutto se messe in bocca a quello che dovrebbe essere il villain assoluto della storia, il cinghiale Napoleone (Rogen), mentre il contesto politico viene ridotto a slogan di circostanza (assieme a battute del tipo: “Let’s get this animal party started!”).Anche Variety scrive una recensione che richiama alla confusione tra messaggi politici e battute gratuite: “Non vogliamo dire che i temi anti-totalitari non siano più validi - anzi si potrebbe dire che sono oggi ancora più rilevanti di ieri - ma il messaggio si confonde tra tutti gli scivoloni e le fart jokes”. Screen Rant, sottolineando come il film fraintenda gran parte dell'orizzonte ideologico dell'originale, riassume il tutto in modo piuttosto arguto: “Alcuni adattamenti, sembra, sembrano molto meno uguali degli altri”. C'è da dire che altre recensioni sono più entusiaste ("C'è una specie di bagliore caldo e melenso da costante ora magica e zuccherosa che sembra rendere la fattoria un luogo in cui nulla di brutto potrebbe accadere", scrive Screen Daily, apprezzando anche i sapienti echi di critica al trumpismo), e anche quando il film è stato presentato al festival dell'animazione di Annecy nel 2025 molti avevano apprezzato i suoi effetti visivi molto soddisfacenti.Come dice sempre Screen Daily, forse un tale adattamento difficilmente può accontentare i puristi di Orwell e de La fattoria degli animali originali. In fondo l'importante è che queste storie continuino a essere raccontate e trasformate, forse magari con un po' meno fart jokes.
Perché il film animato tratto da La fattoria degli animali firmato da Andy Serkis sta facendo così discutere
Alcuni critici non sono convinti del suo messaggio (un po' annacquato da battute gratuite) e non solo






