La Pixar è arrivata alla fase in cui abbraccia apertamente le teorie dei fan su internet e le include nei suoi film, facendole diventare “canone”. In Jumpers a un certo punto le scienziate al centro della storia raccontano di stare lavorando anche a un'altra tecnologia, oltre quella che occupa la gran parte della storia: un collare per far parlare i cani. È esattamente la tecnologia che viene usata dal cattivo di Up e che fa parlare il cane Doug in quel film e nella sua serie tv su Disney+. Questo conferma la teoria secondo la quale tutti i film Pixar esistono in un universo condiviso, lo aveva confermato la Pixar con un video nel 2017 e Jumpers lo inserisce in un film. Paradossalmente quest'azione di retrospettiva arriva in uno dei film più "diversi" della Pixar.È qualche anno ormai che lo studio ha difficoltà a trovare una nuova strada per i film nuovi. Il tipo di storie che hanno sempre fatto oggi funzionano solo quando sono sequel di grandi classici, non quando sono "nuove", ed è da Coco (2017) che un nuovo film non è un vero grande successo. Jumpers, se non altro, prova a essere diverso in tante maniere. È la storia di una ragazza ribelle, ma non come in Brave o in Coco cioè non in rotta con la famiglia e ribelle per affetto, è un'idealista che lotta per gli animali. Quando uno stagno cui è legata è minacciato dalla costruzione di una strada, comincia a lottare contro il sindaco scoprendo di essere l'unica a cui interessa.Questo sentimento, la frustrazione data dalla scoperta che a nessun altro stanno a cuore le cause per cui invece lei si batte, è potentissimo, e il film lo usa per introdurre la vera storia, che sembra modellata sullo schema di Ritorno al futuro. Mabel (questo il nome della protagonista) scopre che alcune scienziate della sua università hanno sviluppato degli animali robotici uguali a quelli veri e un dispositivo per entrare nella loro testa, così da capire la lingua degli altri animali e studiarli da vicino. "È come Avatar" dice Mabel centrando il punto e facendo riferimento in modo per nulla casuale a un'altra proprietà intellettuale Disney.Come Marty McFly quindi Mabel userà l'invenzione delle amiche scienziate per andare in un altro mondo, quello degli animali, dove le viene chiesto di non interferire per non fare danni. Interferirà comunque per salvare lo stagno e coalizzare gli animali contro gli umani, farà danni grandissimi convincendo uno degli animali a essere meno passivo (come Marty faceva con il padre) e a conquistare gli obiettivi che desidera, e alla fine dovrà rimediare avventurosamente. C'è anche una scena in cui una serie di allacci elettrici devono essere uniti per far passare la corrente!DisneyLa struttura di Ritorno al futuro è però applicata a un film che non parla del sogno reaganiano di raggiungere la felicità attraverso il benessere, ma a una storia molto più complicata del suo primo livello di lettura. La parte bella di Jumpers è che non si ferma a raccontare le gioie dell'idealismo e la bontà dell'attivismo per fare una facile presa su un pubblico interessato, ma ne mostra anche i limiti. Quello che il film dice non è "Fai di tutto per i tuoi ideali, anche se il mondo non li capisce" ma "Stai attenta, che il mondo non solo non condivide i tuoi ideali ma è pronto a distorcerli e trasformarli in violenza".In Jumpers, che è un film molto divertente, gioioso, con un umorismo che la Pixar non sfornava da anni (merito della new entry Daniel Chong alla scrittura e regia), la violenza è sottilmente ovunque, la morte, il sopruso e la sopraffazione sono sia tra i buoni (in modo comico) che tra i cattivi (in modo spietato). È il regno animale, in cui un castoro si fa mangiare senza protestare da un orso perché "Che ci vuoi fare? È la legge dello stagno!". E quindi non suona mai strano o artificioso che gli obiettivi alti e positivi della protagonista siano distorti così facilmente in violenza, guerra e cattiveria.DisneyAddirittura, e questa forse è la cosa più clamorosa, la Pixar rinuncia un po' al suo stile. I cartoni dello studio sono così riconoscibili nell'art direction che si possono fare versioni IA "in stile Pixar": è uno stile realistico (non ci sono le deformazioni dei cartoon), un po' pupazzoso. Esistono eccezioni (come Cars) ma in linea di massima quello è lo stile dello studio. Jumpers non solo rinuncia al realismo delle superfici (un dogma fino a pochi film fa) e rappresenta molti animali come se fossero fatti di gomma, con superfici della pelle liscissime, ma utilizza molto espressioni deformate come nell'animazione asiatica per far ridere, o capigliature da personaggi di cartoni asiatici per caratterizzarli (si pensi invece a quanto era realistica la capigliatura, altrettanto caratterizzante, di Merida in Brave). Non è chiaro se Jumpers possa essere il nuovo franchise che la Pixar cerca, ma di certo è un film che prova a essere un po’ diverso.Perché Jumpers non voglia battere la strada del realismo ce lo dice il film stesso con una soluzione di regia. Gli animali quando non possiamo capirli hanno occhi fatti come punti, piccoli e di un solo colore, quindi inespressivi e che non comunicano, ma più realistici. Invece quando la protagonista usa la tecnologia (che nei film Pixar è sempre la risposta ai problemi) per comprendere la loro lingua, questi hanno occhi da personaggi di cartoni, grandi, bianchi con una pupilla dentro, ovvero irreali ma espressivi. Ecco, Jumpers vuole far capire certe cose e sceglie la strada irreale ma espressiva.