Questo è un film nel quale gli animali non parlano. La tendenza all’antropomorfizzazione, che ha attraversato decenni di produzioni Disney e Pixar, fa spazio a una strategia opposta: per comprenderli bisogna, letteralmente, abbracciare la loro prospettiva. Perché gli esseri umani non sono in grado di sentirli. Ancora: gli animali si mangiano tra loro, ci sono prede e predatori. Esattamente come accade in natura. Qui si rifugge alla semplicistica tentazione di dividere il mondo, uomini compresi, in buoni e cattivi.A poche settimane dall’uscita nei cinema italiani, si fa largo un apprezzamento trasversale per l’ultimo lungometraggio Disney e Pixar, Jumpers - Un salto tra gli animali.

L’INTERVISTA

Simone Pollo e la giustizia climatica che ci fa guardare avanti

26 Marzo 2026

“Diciassette anni dopo Wall-E, riecco un film ispirato più al realismo ecologico che al sentimentalismo antropomorfico, solitamente privilegiato dalle produzioni mainstream”, commenta su The Conversation Yuan Pan, docente Digital Infrastructures & Sustainability al King's College di Londra.