La strage di giornalisti in Libano per mano israeliana non accenna a fermarsi. L’ultima vittima degli attacchi delle Israeli Defence Forces (Idf) è stata Amal Khalil, giornalista del quotidiano Al-Akhbar. Si trovava in missione nel sud del paese insieme alla fotoreporter freelance Zeinab Faraj quando un raid ha colpito il mezzo davanti a loro e altre granate hanno raggiunto l’edificio in cui avevano trovato riparo. L’accusa verso Israele non è solo di aver colpito deliberatamente i giornalisti ma anche di aver ostacolato i soccorsi. Il Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj) ha detto che l’attacco potrebbe configurarsi come “crimine di guerra”.L’uccisione di Amal KhalilLa giornalista Amal Khalil e la fotoreporter Zeinab Faraj si trovavano a bordo di un’automobile nei pressi della città di Al-Tayri, nel sud del Libano. Stavano documentando la situazione sul campo dopo gli ultimi attacchi dell’esercito israeliano contro il villaggio di Bint Jbeil quando un raid ha colpito il mezzo che li precedeva. Le due giornaliste hanno trovato rifugio in un edificio lungo la strada che a sua volta è stato colpito dalle granate israeliane, causando una serie di crolli. Faraj è riuscita a mettersi in salvo grazie all’operazione dei soccorritori mentre Khalil è rimasta intrappolata tra detriti e calcinacci. A quel punto, secondo quanto denunciato dal ministero della Salute libanese, da un alto ufficiale militare e da alcuni rappresentanti della stampa, l’esercito israeliano ha continuato a prendere di mira l’edificio e ha esploso proiettili contro l’ambulanza costringendo a interrompere i soccorsi. Dopo diverse ore, quando lo scenario è diventato più tranquillo, la protezione civile è riuscita a entrare nell’edificio e ha recuperato il corpo senza vita di Amal Khalil. Complessivamente nell’attacco israeliano sono state uccise cinque persone.Amal Khalil era originaria di Baysariyyeh, una cittadina costiera nel distretto di Saida, nel sud del Libano. Lavorava come giornalista per la testata Al-Akhbar da 20 anni e, come aveva dichiarato in un’intervista a inizio 2026, vedeva la sua professione come una forma di resistenza, il reportage come un atto di testimonianza e la scrittura come una linea di difesa vitale. In passato aveva già ricevuto minacce di morte da parte dell’esercito israeliano per le sue denunce dei crimini commessi da Tel Aviv nel sud del Libano.Altro che cessate il fuoco“I ripetuti attacchi nello stesso luogo, il fatto di aver preso di mira un'area in cui si trovavano dei giornalisti e l'ostruzione dell'accesso medico e umanitario costituiscono una grave violazione del diritto internazionale umanitario", ha denunciato Sara Qudah, direttrice regionale del Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj). Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha parlato di un "crimini di guerra", accusa confermata anche dallo stesso Cpj.L’organizzazione ha chiesto all’esercito israeliano di fornire spiegazioni sull’accaduto ma non ha ricevuto risposta. Prima che la morte fosse confermata le Israeli Defences Forces (Idf) si erano giustificate dicendo che l’automobile su cui viaggiavano le due giornaliste era partito da un edificio sospetto legato a Hezbollah e che avevano superato la linea di difesa israeliana costituendo una minaccia. Da diverse settimane l’esercito israeliano ha invaso il sud del Libano e costituito una “zona cuscinetto” per ostacolare il lancio di razzi da parte di Hezbollah contro il suo territorio. L’offensiva militare israeliana sul Libano va ormai avanti dalla fine di febbraio, in parallelo all’inizio della guerra in Iran, e si svolge tanto con attacchi aerei quanto con raid via terra. In cinquanta giorni Israele ha ucciso oltre 2.400 persone e tra queste ci sono anche diversi giornalisti. A fine marzo tre di loro, Fatima Ftouni, Mohammed Ftouni e Ali Shuaib, erano stati uccisi in un unico attacco.Dopo il raggiungimento del cessate il fuoco in Iran l’esercito israeliano ha aumentato la portata dei suoi attacchi sul Libano, colpendo con modalità senza precedenti anche la capitale Beirut. Questo ha causato alcuni problemi diplomatici a Tel Aviv visto che i suoi alleati, compresi gli Stati Uniti, avevano chiesto di estendere il cessate il fuoco al Libano per semplificare i negoziati con l’Iran, alleato di Hezbollah. Alla fine il 15 aprile il governo libanese e quello israeliano hanno raggiunto un accordo di cessate il fuoco di dieci giorni. L’uccisione della giornalista Amal Khalil dimostra che l’esercito di Israele non lo sta rispettando.
La giornalista Amal Khalil è stata uccisa in Libano mentre documentava gli ultimi attacchi dell’esercito israeliano
La reporter di Al-Akhbar è stata uccisa nel sud del Libano dai raid dell’esercito israeliano, che avrebbe anche ostacolato i soccorsi. Il cessate il fuoco è un miraggio.










