Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
23 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 14:11
Possiamo collocare l’avvio della modernità laica a Occidente, in cui – grosso modo – siamo vissuti fino a buona parte del XX secolo, quando il precetto biblico “non nominare il nome di dio invano” venne declinato da un giusnaturalista secentesco – l’olandese Hugo Grozio – nel principio politico “etsi Deus non daretur”. E fu Illuminismo.
Il recente riemergere del divino come blasfemia legittimata conferma il sempre più rapido spegnimento dei Lumi in itinere. Già nella cronaca quotidiana come barometro dei tempi. Dal calcio specchio della vita alla propaganda partigiana. Se agli ultimi mondiali di football un telecronista solitamente ragionevole – Lele Adani – delirava del dio tifoso dell’Argentina, che ne seguiva le partite ponendo alla propria destra un puttaniere cocainomane limitrofo alla camorra, Diego Armando Maradona; nella fase concitata della campagna per il referendum anti magistratura del 23 marzo scorso si raggiunse l’azimut dell’indecenza con la penna al servizio della tracotanza destrorsa di Alessandro Sallusti, che sproloquiò spudorato: “Ho una notizia fresca di stampa: vinceremo il referendum sicuramente perché questa volta abbiamo un santo in paradiso pazzesco: il presidente Berlusconi che già da settimane tratta con il Padre Eterno”.







