Sono passati 95 anni da quell’otto ottobre del 1931, quando il regime fascista impose ai docenti universitari un giuramento di fedeltà. Furono dodici i professori a rifiutare, su milleduecento. Nove di loro, legati a doppio filo con l’Università di Torino. Tre al tempo in cattedra, uno l’aveva lasciata poco prima per passare alla Sapienza. I loro nomi li ricorda una targa al primo piano del Rettorato di via Verdi 8.

Nasce all’Università di Torino la sezione Anpi

Ed è oggi, che lì davanti, nasce la sezione universitaria dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi). È la prima in città. «Non stiamo inventando nulla di nuovo - afferma la presidente Ilaria Mardocco -. Vogliamo mettere in rete e a valore esperienze singole di persone che vivono l'università tutti i giorni con i valori dell'antifascismo». Con l’obiettivo, precisa, di «aggiungersi alle realtà già esistenti di un coro antifascista che deve rimanere plurale». Una voce in più, con l’intenzione di «coinvolgere i giovani, ma non catalizzarli, senza sottrarli alle sezioni del territorio», continua Mardocco. Ma con la volontà di continuare a scendere in piazza per le lotte che interessano sia l’ateneo, sia il presente e il futuro sul piano internazionale. Per ora, alla nuova sezione sono iscritti docenti, lavoratori dell’università, ricercatori e dottorandi.