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Ultimo aggiornamento: 15:05

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“Per decenni i negoziati globali sul clima si sono concentrati sui sintomi della crisi invece che sulle cause, cioè la proliferazione incontrollata dell’estrazione di petrolio, gas e carbone. Questo ha generato una poli-crisi devastante: instabilità economica, imperialismo energetico, ma anche diseguaglianze, povertà, migrazioni forzate. Incendi interconnessi, causati dalla stessa scintilla, il modello economico e sociale basato sui fossili, che oggi sono responsabili dell’86% delle emissioni di CO2 e di un decesso su cinque nel mondo”. Elisa Sermarini è la presidente di GEA, associazione che nasce per promuovere e diffondere – anche attraverso una prestigiosa, e gratuita, scuola di formazione e il festival “Relazioni Inseparabili” – la cultura e le pratiche legate alla giustizia ecologica, in collaborazione con movimenti, realtà sociali, centri di ricerca, agenzie e intellettuali impegnati in una visione integrale dell’ecologia. Sermarini sarà in Colombia, dal prossimo 24 aprile, alla Prima Conferenza sulla Transizione lontano dai combustibili fossili. “Ci saranno cinquanta governi pronti a passare da impegni graduali ad azioni concrete”, spiega, “grazie anche al superamento di una serie di impasse istituzionali come quella, ad esempio, che alle COP consente di bocciare una proposta approvata a maggioranza a causa del voto contrario di un solo stato”.