Tre anni dopo, tornano i gazebo per una legge regionale sul Fine Vita. Questa mattina l’associazione Luca Coscioni è tornata in piazza Castello dove, dalle 11, é partito il primo tavolo di raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi Subito”. Qui, nella Regione dove a febbraio è avvenuto il primo caso di suicidio medicalmente assistito in Italia nell’Asl To 4 (competente per Ivrea, Chivasso e per l’area settentrionale della provincia di Torino), la raccolta firme riparte oggi: «La prima e unica persona che qui ha ottenuto il diritto al suicidio medicalmente assistito si chiamava Alan, conosciuto col nome di fantasia Alberto, e ha atteso più di 8 mesi per una risposta», dichiara l’associazione Coscioni.
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In tutta Italia i casi che hanno avuto accesso sono stati appena 14: «Nel caso di Alan, l’aiuto medico è stato fornito pochi giorni prima del suo appuntamento già preso in Svizzera per il fine vita. Noi vogliamo che non si arrivi mai più a quei mesi di attesa». Obiettivo: raccogliere 8 mila firme nei prossimi 6 mesi. La chiusura della campagna deve arrivare entro metà di ottobre. La nuova proposta legge prevede poche modifiche rispetto a quella precedente, ma non prevede più «20 giorni tassativi per dare risposte, bensì “tempi celeri”. Ma l’impianto della legge è simile a quello già in vigore in Toscana e Sardegna».







