VERONA - Dal rifacimento della perizia balistica, all’acquisizione degli ordini di servizio, sono 12 gli approfondimenti investigativi ordinati dalla gip Livia Magri alla Procura di Verona per fare luce sulla morte di Moussa Diarra. Ma il provvedimento con cui è stata respinta la richiesta di archiviazione del fascicolo per omicidio colposo, ed è stato disposto di indagare per depistaggio sia l’agente che sparò al richiedente asilo che un collega della Polfer, colpisce in particolare per la necessità di una consulenza tecnica informatica, «volta a verificare, tra le altre cose, eventuali manipolazioni, manomissioni, tagli nei filmati presenti in atti». Il pesante sospetto che grava sull’inchiesta, infatti, è che nel fascicolo non siano state inserite le registrazioni cruciali sulla tragedia del 20 ottobre 2024 e che addirittura il video dell’agonia possa essere stato una messinscena.
Naturalmente al momento si tratta soltanto di ipotesi, rispetto a cui la giudice per le indagini preliminari ha chiesto appunto di verificare gli eventuali riscontri al pm a cui sarà riassegnato il caso, tant’è vero che lo stesso difensore Matteo Fiorio si è augurato che venga definitivamente completato il quadro anche «su aspetti ritenuti ancora non pienamente chiariti». Tuttavia in questa fase per la gip Magri la «comprovata inaffidabilità» dei due poliziotti, così come emersa dai loro racconti, porta «a valutare con particolare prudenza (se non con diffidenza) l’attendibilità del video», registrato dal collega dello sparatore: «Non può assolutamente farsi leva su quel video per dare per “scontato” e per “provato” che effettivamente Diarra aveva impugnato il coltello per tutto il corso degli eventi che hanno preceduto gli spari e nel momento in cui è stato attinto dagli spari». Che il filmato «possa non essere “genuino” e possa essere stato creato ad hoc per fornire un’utile difesa» all’agente che esplose i tre colpi, «non è un’ipotesi peregrina e frutto di “fantasia complottistica”», poiché «gli elementi di “anomalia” sono, oggettivamente, moltissimi».









