«L’energia non è una scelta politica. Riguarda le nostre vite e la nostra sussistenza». Joao Santos Rosa, presidente e amministratore delegato di Shell Italia, fissa il perimetro della crisi globale con questa premessa. Il blocco dello Stretto di Hormuz dura da due mesi e tiene in ostaggio un quarto delle forniture mondiali, generando un deficit sistemico celato per ora dalle riserve strategiche statali. In un quadro di alta incertezza, il futuro dell’Europa e la competitività dell'industria dipendono da «una transizione ecologica ancorata al pragmatismo», al riparo da scontri ideologici. In questo contesto, secondo Rosa, «l’Italia possiede un potenziale inespresso». In Basilicata giacciono «le maggiori riserve onshore di idrocarburi dell’Europa continentale», bloccate dalla burocrazia. Per il manager serve un cambio di passo: «Snellire i permessi e attrarre capitali per sostenere una domanda elettrica destinata a raddoppiare nei prossimi decenni». Lo Stretto di Hormuz è bloccato da quasi due mesi. Qual è la situazione per quel 25% di forniture che mancano nel sistema energetico mondiale? «Nessuno possiede la sfera di cristallo per prevedere l’evoluzione nelle prossime settimane, ma basta osservare il periodo trascorso dall'inizio del conflitto in Medio Oriente a oggi per notare come una fetta rilevante di energia non sia arrivata al sistema globale. Nei decenni passati il mercato ha vissuto uno sviluppo profondo, mutando da una dimensione locale a una struttura interconnessa. L’energia viene prodotta, messa su nave, immessa nei tubi o nei cavi. Da settimane affrontiamo un deficit strutturale e questa energia perduta dovrà in futuro essere rimpiazzata». Come? «I singoli Stati possiedono un cuscinetto di sicurezza fatto di scorte commerciali e riserve strategiche, fattore che ci impedisce di percepire un impatto dirompente in queste ore. Eppure, nel caso di una risoluzione del blocco, servirebbe un periodo lungo per ricostituire gli inventari».
Rosa, numero uno di Shell Italia: “Roma ha più riserve di petrolio dell’Ue, ma la burocrazia ci blocca”
Il presidente e ad di Shell Italia: “In Basilicata giacimenti enormi, occorre snellire i permessi. Se non riusciamo a concretizzare gli investimenti in Italia …






