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Quindi, oggi…: l’attesa per l’Iran, la follia Ets e lo Stretto di Hormuz

- Leggo su Repubblica che, a parte la solita storia di Cina e India che bruciano carbone come se non ci fosse un domani, anche negli Stati Uniti mica scherzano. Testuale: “Discorso diverso, invece, per gli Stati Uniti, dove l’utilizzo del carbone era diminuito del 16% nel 2023 e del 5% nel 2024, per tornare a crescere del 10% nel 2025, trainato da un maggiore impiego nel settore elettrico, che rappresenta quasi il 90% del consumo di carbone statunitense. Qui Hormuz non c’entra niente. I principali fattori all’origine di questa inversione di tendenza sono stati la forte domanda di energia elettrica, dovuta alla diffusione dei data center e della mobilità elettrica, e l’aumento dei prezzi del gas, insieme al sostegno del governo statunitense volto a rallentare la dismissione delle centrali a carbone. Tutte tendenze che dovrebbero trovare conferma anche nel 2026”. Insomma: un po’ per i vostri giochini con l’AI (che utilizzate a randello pure voi attenti all’ambiente e alla differenziata), un po’ per le auto elettriche “verdi”, alla fine bruciamo carbone. Sembra green, ma non lo è.