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Quindi, oggi...: l'arresto confermato per Moretti, l'operazione strade sicure e l'Iran

- Ci sono due cose che fanno sorridere, dopo la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò dal Venezuela. La prima è l’imbarazzo di chi, dopo aver criticato l’“aggressione americana” contro Maduro, adesso stappa champagne per la scarcerazione del cooperante facendo finta di non vedere — quale che sia la valutazione sulla legittimità dell’attacco — che il rilascio degli italiani, come di tanti altri prigionieri politici, è la diretta conseguenza del raid ordinato da quel “puzzone” di Donald Trump. Facciamo giusto due esempi. Questo è Bonelli dopo il blitz: “Gravissimo e inaccettabile”. E questo è oggi, dopo la liberazione: “È una bellissima notizia”. Questo invece è Giuseppe Conte prima: “L’aggressione americana al Venezuela non ha nessuna base giuridica”. E dopo: “Accogliamo con grande gioia la liberazione”. Per non parlare di Elly Schlein, ieri convinta che l’azione militare di Trump fosse “un’aggressione a uno Stato sovrano che viola palesemente il diritto internazionale”, mentre oggi si spertica in ringraziamenti “a tutti coloro che hanno lavorato per riportare a casa” Trentini. Insomma: tutti a urlare al fascismo di Meloni e all’imperialismo di The Donald, e poi sono proprio loro due a riportare il cooperante a casa.