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Quindi, oggi…: lo scontro sul Referendum, l’inutilità delle politiche green e la guerra

- Un ladro forza il vostro cancello, entra illegalmente nel vostro giardino, cade in un pozzo, muore e voi — che quell’immobile neppure lo utilizzavate — dovete scontare sei mesi di carcere per omicidio colposo e rischiare di risarcire la famiglia del bandito con 500mila euro. Spiccio più, spiccio meno. Direte: non è possibile, non è vero. Invece sì. È la sentenza emessa dal Tribunale di Perugia per quanto successo a Tuoro sul Trasimeno nel 2018. Ecco i fatti: un 77enne entra in un terreno privato per rubare delle more, non vede che i rovi nascondono un pozzo profondo, ci cade e annega. Dispiace moltissimo, ovviamente. È un dramma perdere la vita per andare a raccogliere delle more in un giardino abbandonato e incolto. Però da qui a condannare il comproprietario di quel terreno ce ne passa. Invece, secondo i giudici perugini, il titolare di quell’immobile avrebbe colposamente omesso di “riempire e sigillare il pozzo abbandonato”, di “proteggerlo con chiusura” e di “tenerlo pulito dalla vegetazione e di renderlo inaccessibile”, cagionando così la morte del malintenzionato a caccia di more. E a poco è servito, alla difesa, spiegare che quel terreno aveva una recinzione — per quanto precaria — e che, se il 77enne non avesse forzato il cancello e violato la proprietà privata, oggi sarebbe ancora vivo.