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Ancora una narrazione vittimista e piegata all’interesse quella del centro sociale senza sede, che vorrebbe disporre liberamente di una parte di città per il suo festival
Il complottismo sta catalizzando la narrazione del centro sociale Askatasuna ormai da diverso tempo, almeno da dicembre, quando l’immobile occupato da 30 anni è stato liberato. È un tentativo di attirare la solidarietà della politica istituzionale per contrapporla al governo, com’è già successo, e per suscitare sentimenti positivi nella popolazione. È uno schema noto, non nuovo per i centri sociali o per le frange antagoniste, che usano la sinistra parlamentare come ariete per attaccare l’esecutivo di centrodestra, anche se con risultati spesso scarsi. L’ultimo episodio riguarda la festa che Askatasuna sta organizzando a Torino per i prossimi giorni, che a differenza delle precedenti edizioni non potrà contare sull’epicentro del palazzo di corso Regina Margherita 47.






