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La perquisizione al centro sociale potrebbe evolversi in uno sgombero o sequestro dell'immobile. Il sindaco: "Il patto è cessato"

Fin dalle prime luci dell'alba, ampi contingenti di polizia sono stati schierati davanti al centro sociale Askatasuna per effettuare una perquisizione in relazione alle recenti manifestazioni violente, tra le quali l'assalto a La Stampa e quello alle Ogr. "Potrebbe essere possibile lo sgombero", è la voce che circola con insistenza tra gli antagonisti, che si sono radunati all'esterno della struttura a seguito di un tam tam mediatico che si è propagato attraverso i social. Una sensazione non infondata, stando alle parole di Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, secondo il quale "quanto sta accadendo in queste ore ad Askatasuna a Torino non è una semplice perquisizione: lo Stato ha deciso di passare all’azione in modo deciso e concreto".

A fronte delle recenti violenze, ha sottolineato Pianese, "ieri sono stati inviati in rinforzo a Torino oltre 300 poliziotti dei reparti mobili per sostenere l’azione delle forze dell’ordine sul posto. Non si tratta solo di una perquisizione dei locali e delle abitazioni: le autorità competenti sono pronte ad attuare lo sgombero dello stabile occupato, se necessario, per ristabilire legalità e ordine in una situazione che ha superato ogni limite tollerabile". Per questo motivo, ha proseguito il sindacalista, "esprimiamo il nostro plauso al ministro dell’Interno Piantedosi, al Capo della Polizia Pisani e alla Procura della Repubblica di Torino per la determinazione con cui si stanno contrastando metodi violenti e intimidatori che nulla hanno a che fare con la legittima espressione delle idee". Il segnale che lo Stato, da Torino, oggi sta inviando è molto forte ed è chiaro: "La violenza antagonista non troverà spazio né impunità nel nostro Paese".