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Adesso che molti cominciano a capire che forse entrare non è sempre possibile, si alza il muro contro i rimpatri
In principio fu l'Albania. La terra di Edi Rama dove il governo Meloni ha messo in funzione il primo centro per immigrati non regolari alle porte della Ue. Ci hanno fatto i viaggi come a Lourdes per spiegarci che erano soldi buttati e invece, ha spiegato al Giornale proprio il premier di Tirana, mezza Europa lo vuole copiare. Anche perché altrimenti quei signori con fedine penali record sarebbero per le strade. E adesso che molti cominciano a capire che forse entrare non è sempre possibile, si alza il muro contro i rimpatri. Perché tornarsene a casa propria, secondo la sinistra, non sarebbe costituzionale. Come se i nostri famosi padri ci avessero imposto per legge di far venire qui ladri e assassini a spese degli italiani. Integrazione? Macché. Basta fare due conti. Siamo uno Stato che vuole vietare incentivi per chi se ne torna a casa sua e poi spende 70 milioni all'anno per finti patrocini gratuiti agli avvocati che li tengono qui. Il record è di un'avvocatessa che ne ha presi 291 in un anno. Pagata per tenere un clandestino al giorno, feste comandate escluse. E così fan tutti. Senza nemmeno comparire in udienza. E mettendo in piedi siti specializzati nella raccolta di firme per affidarsi alla pratica nobile di salvare il clandestino.






