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Basterebbe applicare un principio logico: chi delinque e non è cittadino italiano viene rispedito immediatamente a casa sua, con un ordine di espulsione eseguito davvero, non a chiacchiere
Gentile Direttore Feltri,
Le scrivo perché, leggendo i dati aggiornati sulla popolazione carceraria, mi sono cadute le braccia. A fronte di una capienza regolamentare che è già vergognosamente insufficiente, le nostre carceri continuano a essere stipate oltre ogni limite umano. Ogni settimana emergono casi di celle sovraffollate, detenuti ammassati come bestiame, persone in attesa di giudizio costrette a vivere per mesi e mesi accanto a criminali abituali, spesso stranieri, in condizioni indegne di un Paese civile. Non parlo solo dei detenuti. Penso anche agli agenti della Polizia Penitenziaria, abbandonati a se stessi, sottoposti a turni massacranti, aggressioni quotidiane, e un tasso di suicidi che fa impressione. Direttore, lei più volte ha denunciato questo sfacelo. Le chiedo: come si può risolvere una situazione simile?






