Rapidità di intervento, analisi di rischio, digitalizzazione e multidimensionalità. Sono le quattro parole chiave dell’agenzia delle Dogane chiamate a tutelare gli 88 miliardi di entrate che tra dazi, accise e tasse su giochi, tabacchi affluiscono alle casse dell’Erario.

Fiscalità di accise, monopoli e dogane vale quasi 88 miliardi

«I numeri parlano chiaro», ha detto il viceministro ministro all’Economia, Maurizio Leo, aprendo a Roma i lavori della prima Conferenza nazionale antifrode organizzata dall’agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Come ricorda il viceministro la fiscalità delle accise, dei monopoli e delle dogane vale quasi 88 miliardi, con un incremento nel 2025 dell’1,73% di cui, approssimando per difetto, 33 miliardi riguardano i prodotti energetici e il gas, altri 27 arrivano dai dazi in dogana, ben 15 miliardi dalle accise sui tabacchi, 11 miliardi dai giochi in concessione e 1,4 miliardi dai prodotti alcolici.

La tutela di queste risorse e della stessa salute pubblica passa per la nuova Rete Nazionale Antifrode, ha sottolineato il direttore dell’agenzia delle Dogane e dei Monopoli, roberto Alesse. «Si tratta di una struttura che, tramite l’integrazione delle capacità di analisi e di controllo dell’Agenzia, rafforza il raccordo tra le attività informative, investigative e di supporto tecnico scientifico». Non solo. «Il nuovo approccio moderno e innovativo, aggiunge il direttore, consente di reagire con maggiori tempestività ed efficacia alle minacce emergenti e sempre più sofisticate.