ROVIGO - Si è svolto nella mattinata del 20 aprile nel carcere minorile di Rovigo l'incontro tra Antonio Sangermano, capo del Dipartimento per la giustizia minorile, e le organizzazioni sindacali della polizia penitenziaria a seguito dei fatti avvenuti nell'istituto l'11 aprile a opera di cinque giovani detenuti.
«Non vi è stata alcuna rivolta presso l'Istituto penitenziario minorile né un tentativo di evasione, ma atti di insubordinazione compiuti da cinque detenuti» ha affermato Sangermano bollando come «fuorvianti» alcune notizie apparse su vari organi di informazione. Il Dipartimento, secondo quanto dichiarato, ha provveduto «ad allontanarli prontamente verso altri Istituti e l'ordine è stato pacificamente ristabilito dal personale dell'Ipm».
Altri aspetti sui quali si è sviluppato l'incontro, riferisce la nota ufficiale, hanno riguardato la sanità e le attività trattamentali dei detenuti, considerate «operative ed efficienti», nonché il personale di polizia penitenziaria attualmente in servizio, ritenuto «assolutamente adeguato al numero dei detenuti (17)». L'Amministrazione ha inoltre garantito che sono in corso le procedure di pagamento delle missioni del personale. Sangermano ha infine evidenziato che l'istituzione dell'Ipm di Rovigo risale al 2016, scelta assunta quindi da un diverso Governo, e che l'attuale amministrazione si è incaricata di portare a compimento i lavori, di fatto sbloccandoli, e mettendo così a frutto i 17 milioni di euro stanziati per la ristrutturazione. «Non è creando infondati allarmismi che si rende un buon servizio alla comunità, ma piuttosto lavorando per coniugare al meglio sicurezza e rieducazione dei detenuti» ha dichiarato.






