ROVIGO - Cinque ore e mezzo di allarme in pieno centro nel carcere minorile aperto da soli due mesi. Ansia per una rivolta, con uno o più tentativi di fuga impossibile, da parte di un gruppo di ragazzi di 23-24 anni che sono da pochi giorni a Rovigo, trasferiti da Treviso nella struttura che è in fase di dismissione e trasformazione. Tutto è iniziato verso le 17.30, quando si sono sentiti i primi forti colpi provenire dalla struttura, quindi urla. Uno scenario che si è concluso solto poco prima delle 23, quando finalmente il gruppo è stato ricondotto alla ragione ed è tornato nelle proprie celle-stanze.

Per giungere a tale epilogo, però, è servito tanto lavoro. Come detto, tutto è cominciato tra le 17.30 e le 18. Un italiano e quattro stranieri, che avevano già dato il via a una rivolta nel carcere di Treviso, hanno dato in escandescenze. Dalle scarne informazioni apprese, sarebbero anche venuti alle mani e ci sarebbe stato almeno un tentativo di fuga provando a scavalcare il muro di cinta sul lato di via Mure Soccorso, quello meno alto, ma certamente quasi impossibile da scavalcare. Il gruppo ha continuato a imperversare per ore, non si sa se abbia fatto dei danni, dai forti colpi e rumori che si sentivano provenire. Visto che la situazione non la si riusciva a gestire, verso l'ora di cena è stato richiesto l'aiuto delle forze dell'ordine a presidiare l'esterno, poiché dentro possono accedere solo gli agenti della Penitenziaria e non è che si poteva sguarnire il carcere di via Calatafimi, anche se agenti del Corpo non in servizio sono arrivati in supporto, portando anche attrezzature e sistemi di protezione da utilizzare.