Gli autobus interurbani tornati a sfrecciare a Islamabad dopo giorni di blocco totale rischiano di portare via le speranze di un accordo tra Iran e Usa.
Se infatti la capitale pakistana ha mantenuto le restrizioni - compresa la zona rossa all'Hotel Serena - lo sforzo diplomatico è in bilico: al termine di una giornata avvolta nell'incertezza, il viaggio del vicepresidente JD Vance a Islamabad - inizialmente dato solo come temporaneamente sospeso - è stato "rinviato a tempo indeterminato", scrive Axios citando fonti Usa.
Contemporaneamente, l'agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim ha fatto sapere, citando fonti del regime, che l'Iran ha deciso di non partecipare mercoledì ai colloqui, giudicandoli "una perdita di tempo" in quanto "nei messaggi scambiati gli ultimi giorni, gli Usa non hanno fatto marcia indietro sulle loro richieste eccessive" e "non si sono registrati progressi significativi". Ad aprire una speranza, un messaggio Truth di Donald Trump che, contrariamente a quanto affermato in precedenza, ha deciso di estendere la tregua, in scadenza mercoledì, fino al momento in cui verrà presentata la proposta" dell'Iran e "le discussioni saranno concluse, in un senso o nell'altro".
A inizio giornata, le indiscrezioni rimbalzate sui media americani avevano dato nuovo vigore al percorso diplomatico per chiudere la guerra, con Axios che ha riportato l'autorizzazione da parte dell'ayatollah Mojtaba Khamenei a far volare il suo team negoziale a Islamabad. Secondo l'Ap i mediatori pakistani avevano ricevuto conferma che i principali negoziatori, il vicepresidente Vance e il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Ghalibaf, avevano confermato la presenza ai colloqui. Nella serata italiana di martedì, il ministro dell'Informazione pakistano, Attaullah Tarar, era ancora in attesa di una conferma ufficiale dell'arrivo della delegazione iraniana al tavolo. Nello stesso momento, il vicepresidente Usa era ancora segnalato come ancora a Washington, pronto a partecipare a "ulteriori riunioni politiche alla Casa Bianca". E anche il volo che da Miami doveva portare gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner in Pakistan ha fatto rotta verso la capitale americana, forse per incontri con Donald Trump.















