La delegazione iraniana diserta i colloqui annunciati da Trump per oggi in Pakistan. A Teheran non si fidano, secondo Axios temono che sia un diversivo per un attacco a sorpresa degli Stati Uniti. L’agenzia di stampa iraniana Irna mette in fila le motivazioni del rifiuto: «Sono le richieste eccessive di Washington, le aspettative irrealistiche, i continui cambi di posizione, le ripetute contraddizioni e il blocco navale in corso». E ieri sera Trump ha spiegato: la nostra Marina ha colpito una nave cargo iraniana, la Touska, nel Golfo di Oman e ne ha preso il controllo dopo che ha cercato di violare il blocco. Non proprio il modo migliore per riprendere i negoziati.

Raccontano che al Serena Hotel, fortezza a cinque stelle vicino al quartiere diplomatico di Islamabad, gli ospiti siano stati mandati in altre strutture e per questa settimana non vengano accettate prenotazioni. Tutto attorno è stata allestita una recinzione di filo spinato ed erano schierati centinaia di poliziotti. In questo albergo l’11 aprile si è svolto il primo round di negoziati tra le delegazioni di Usa e Iran. Non finirono bene: il vicepresidente americano JD Vance se ne andò dicendo che non era stato raggiunto un accordo. Negli alti e bassi di queste trattative, mentre fino al 22 aprile è in vigore il cessate il fuoco, ci sono stati altri colpi di scena: l’altro giorno il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha annunciato la riapertura dello Stretto di Hormuz come concessione dopo l’altro cessate il fuoco, quello tra Israele e Libano. Il giorno dopo però i Pasdaran hanno ripristinato la chiusura e sparato ad alcune petroliere contestando il fatto che gli americani non avessero rimosso a loro volta il blocco navale dei porti iraniani.