La certezza, per Trump, è che gli iraniani "non sembrano rendersi conto di non avere alcuna carta da giocare, se non un ricatto a breve termine nei confronti del mondo, attuato utilizzando le vie d'acqua internazionali". Anche il vicepresidente JD Vance, che guiderà la delegazione statunitense in una Islamabad blindata, pur dicendosi convinto sull'esito "positivo" mette comunque in guardia gli ayatollah dalla soglia dell'Air Force Two: "Se gli iraniani sono disposti a negoziare in buona fede, noi siamo certamente pronti a tendere la mano. Se invece cercheranno di prenderci in giro, scopriranno che il team negoziale non sarà così disponibile". Nella squadra Usa, anche l'inviato speciale Steve Witkoff e il genero di Trump, Jared Kushmer. Secondo il Washington Post, gli Stati Uniti intendono chiedere all'Iran il rilascio di almeno sei cittadini americani detenuti nel Paese. I negoziati comunque si concentreranno principalmente su due dossier urgenti: la riapertura in sicurezza dello Stretto di Hormuz e il consolidamento del cessate il fuoco attuale che resta fragile. Si partirà dunque dalla trattativa fra il piano in 15 punti Usa e da quello a 10 punti iraniano.