Si accende il clima in vista del 25 aprile ed è già scontro tra maggioranza e opposizione. Ignazio La Russa dice che renderebbe omaggio anche ai caduti della Repubblica di Salò, come faceva da ministro della Difesa e le parole del presidente del Senato innescano la reazione del Pd. Intanto i dem hanno aperto un fronte contro il governo sui tagli ai contributi del ministero della Cultura ai luoghi della Memoria della Resistenza: da due milioni e mezzo sono scesi a circa 1,8 milioni per Marzabotto, Fossoli, il Museo Cervi, Sant'Anna di Stazzema, la Risiera di San Sabba.

La Russa ha parlato della Liberazione a margine del Salone del mobile di Milano, rispondendo alla domanda sui festeggiamenti della liberazione: "Quando ero ministro della Difesa, nessuno mi obbligava, ma andavo a rendere omaggio al monumento che c'è al cimitero di Milano ai partigiani e portavo una corona, poi andavo al Campo 10 dove sono sepolti molti ignoti, diversi caduti della Repubblica Sociale italiana", ha detto. "Ci andavo in forma privata perché secondo me era un momento doveroso di una pacificazione - ha spiegato - che, almeno quando si parla di coloro che hanno dato la vita, mi sembra doverosa. E lo rifarei". Per Federico Fornaro, deputato Pd, e presidente della Giunta delle elezioni sono "dichiarazioni gravi e inaccettabili, soprattutto perché arrivano dalla seconda carica dello Stato alla vigilia della Festa della Liberazione. Non esiste alcuna 'pacificazione' possibile che passi per l'equiparazione tra partigiani e repubblichini". A sollevare il tema del calo delle risorse per luoghi simbolo della Resistenza è un altro deputato Dem, Andrea De Maria, ex sindaco di Marzabotto, con un'interrogazione. "Il Governo in carica, dopo che nella legislatura precedente il contributo in oggetto era rimasto lo stesso, ha più volte ridotto il finanziamento, fino al taglio rilevante attuato nel decreto di marzo di quest'anno sulle disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi".