"Il vostro Paese non esiti a verificare le proprie traiettorie di sviluppo e le positive opportunità di collocarsi sulla scena internazionale a servizio del diritto e della giustizia", ha affermato Leone XIV parlando alle autorita politiche e religiose, imprenditori e rappresentanti della società civile e della cultura della Guinea Equatoriale. "In un mondo ferito dalla prepotenza, i popoli hanno fame e sete di giustizia. Bisogna stimare chi crede nella pace e osare politiche controcorrente, con al centro il bene comune", ha rimarcato il pontefice. "Urge il coraggio di visioni nuove e di un patto educativo che dia ai giovani spazio e fiducia". Poi cita il predecessore, Jorge Mario Bergoglio: "La rapidissima evoluzione tecnologica cui stiamo assistendo ha accelerato una speculazione connessa al bisogno di materie prime, che sembra far dimenticare le esigenze fondamentali come la salvaguardia del creato, i diritti delle comunità locali, la dignità del lavoro, la tutela della salute pubblica. In proposito, faccio mio l'appello di Papa Francesco, che proprio un anno fa lasciava questo mondo: 'Oggi dobbiamo dire no a un'economia dell'esclusione e della inequità. Questa economia uccide'".