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21 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 14:04

“Non c’è nessun pasticcio”. Giorgia Meloni tira dritto sul nuovo decreto Sicurezza e definisce “una norma di assoluto buonsenso” l’ormai famoso articolo 30-bis, introdotto al Senato in sede di conversione, che prevede un premio economico agli avvocati in caso di “remigrazione” dei migranti loro assistiti. La premier conferma l’intenzione del governo di intervenire con un decreto correttivo per superare l’opposizione di Sergio Mattarella, che minaccia di non firmare il provvedimento proprio a causa di quella previsione: “Stiamo raccogliendo alcuni rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati. Trasformeremo quei rilievi in un provvedimento ad hoc perché non c’erano margini di tempo sulla conversione del decreto per correggere la norma, ma la norma rimane”, assicura parlando con i giornalisti al Salone del Mobile di Milano. La strada di un emendamento correttivo, ipotizzata nelle scorse ore, è stata infatti abbandondata per questioni di tempo: il decreto dev’essere convertito dalla Camera entro sabato pena la decadenza dei suoi effetti. Così è stata messa a punto una soluzione inedita: il dl Sicurezza sarà approvato senza modifiche, ma in contemporanea il Consiglio dei ministri varerà un nuovo decreto-legge per “aggiustare” l’articolo 30-bis in modo da renderlo accettabile per il Colle.