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Secondo gli esperti lo stallo sullo Stretto sarebbe indice di una lotta tra l’ala più favorevole ad un accordo e quella più oltranzista. L’incognita sui negoziati di oggi in Pakistan

Per un attimo, venerdì scorso, l’impasse rappresentato dal blocco dello Stretto di Hormuz, proclamato di fatto sia dall’Iran che dagli Stati Uniti e diventato questione centrale nei negoziati per la fine del conflitto tra i due Paesi, è sembrato avviarsi verso una sua definitiva risoluzione. La riapertura della strategica via di navigazione annunciata da Abbas Araghchi, il ministro degli Esteri della Repubblica Islamica, è stata però sconfessata nell’arco di 24 ore dai colpi sparati dalle Guardie Rivoluzionarie contro i mercantili nell’area dello Stretto. L’improvviso dietrofront iraniano, hanno spiegato gli analisti, sarebbe indice di una spaccatura tra i leader politici e i falchi militari del regime degli ayatollah. Un segnale preoccupante in vista della nuova tornata di colloqui diplomatici tra il team di Washington e quello di Teheran in corso oggi in Pakistan.