PORDENONE - Odissea di “rimpalli” tra pronto soccorso e reparto per risolvere un grave problema oculistico. È quello che è accaduto ieri a Giuseppe, un residente di San Vito che ha accompagnato la moglie in ospedale per una visita urgente, finendo per girare da un presidio all’altro. La donna ha iniziato ad avere difficoltà visive nel pomeriggio di domenica quando è scattato l’allarme. «Mia moglie - spiega Giuseppe - ha cominciato a vedere flash continui e una macchia nera. Abbiamo deciso dunque di recarci il giorno dopo al pronto soccorso di San Vito e da lì la via crucis».
«Ieri mattina presto - continua il residente - eravamo lì. Dopo la classica attesa, un’addetta al triage, in maniera cortese, ci ha avvisato che in quel presidio non c’era un ambulatorio oculistico e ci ha consigliato di spostarci all’ospedale di Pordenone. Nel frattempo, essendo iniziato l’orario di visita, siamo andati prima dal nostro medico di base per un consiglio. La dottoressa ci ha prescritto una visita urgente per sospetto distacco della retina e ci ha detto di andare subito all’ambulatorio di oculistica dell'ospedale di Pordenone».
Ma una volta arrivati sul posto, sarebbe arrivata la doccia fredda. «La segreteria del reparto non ha accettato come urgente la ricetta rossa del medico di base e ci ha spediti al pronto soccorso dell'ospedale, che è dalla parte opposta rispetto al reparto. Dopo un’ulteriore attesa siamo stati rimandati indietro al reparto, dove abbiamo atteso altre due ore per essere ricevuti dall’oculista».






