“J’ho portato er curriculum”. Sorride Mattia Tombolini, l’ex assistente di Ilaria Salis al Parlamento europeo, sotto le redazioni di Libero e Giornale. Lo scatto, postato sui social dopo le 22 di sabato sera, fa subito il giro delle chat d’area antifa. E non inganni la didascalia in romanesco: quella che a prima vista sembra una risposta scherzosa alle nostre inchieste su centri sociali, collettivi e anarchici è in realtà un messaggio alla galassia antagonista, che assume un valore ancora più significativo alla luce di quanto successo a Milano proprio quel giorno. Il sabato milanese di Tombolini, infatti, era cominciato col corteo anti-Lega, partito da piazza del Tricolore e chiuso in Porta Romana, che in via Borgogna ha assaltato la polizia a suon di bottiglie di vetro, petardi e fumogeni. In quello spezzone, dove lo stesso fu portaborse della Salis era presente (lo testimoniano alcuni video da lui stesso pubblicati), c’erano le sigle più radicali dell’antagonismo milanese, ovvero il Lambretta (regolarizzato nel 2023 dalla giunta Sala) e lo Zam.

Professionisti del disordine, violenti per passione. Insomma, gente poco incline al dialogo ma più propensa a muovere le mani. E così, un post su instagram e facebook davanti alle insegne luminose di due giornali “nemici” non può che preoccupare (Libero e Giornale sono già “sotto scorta” dalla scorsa estate dopo un sit-in di protesta orchestrato dai pro-Pal sotto l’edificio che ospitale due redazioni). È una miccia che può scatenare un incendio. E infatti, sentite un po’ il tenore dei commenti alla fotografia... A chi gli scrive “immagino l’odore da fuori” Tombolini risponde: “Stavo a scrive tante cose ma me sto bono dai (puzza de carogna)”. Il messaggio è poi stato cancellato ma ciò non toglie la gravità dell’attacco alla stampa colpevole di non essere allineata al pensiero antagonista. Hai capito i democratici? “Dentro e contro”, commenta un utente. “Fai sei passi avanti che sei a portata de secchio de piscio”, gli consiglia un altro (e l’ex assistente militante risponde con una risata). “Altro che le fotacce dei pennivendoli!”, arringa poi un’altra ancora. Non mancano poi le stilettate.